ITINERARI CRITICI

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[...] I colori delle tele di Roberto Viviani sono delicati e le campiture nitide con variazioni tonali altrettanto delicate. Probabilmente le sue opere più significative sono i nudi femminili che non sono mai presentati interi, ma in frammenti come il torso o parti di esso (la testa mai). Nel catalogo è presentato con chiarezza da Dino Villani il quale accenna a simboli e forse ha ragione. [...]

Mario Radice

 

[...] E poi quell'ambigua farfalla gigante che si depone talora, sull’utero femminile, come simbolo di una fertilità mancata. E scopri paura, ambiguità laddove epidermicamente coglievi aproblematicità, assenza di contestazioni. Una contestazione molto più sottile, intellettuale: l'allarme verso questo nostro tempo materialista. Scopri fede in valori eterni quanto semplici: la gioventù iridata, il fiore che sboccia, la farfalla matura. Il tutto con uno stile modernissimo, linee quasi invisibili, uno scenario cromatico sensitivo, emblema della nostra percettività di uomini del XX sec. [...]

Mafalda Vaccaro

 

[...] Nell'ultimo Viviani quelle forme, che prima ambiguamente erano suggerite, adesso hanno preso l'aspetto di corpo femminile gli altri elementi sono disegnati con calligrafia attenta e pignola mentre l'interminato è confinato nel fondo, a far da contrappunto cromatico alle sgargianti luminescenze dei primi piani.

Rimane un buon margine di allusività, suggerita dal modo surreale e simbolico in cui gli elementi del quadro dialogano tra loro (un ape che si posa sulle grazie più riposte della donna, a suggerire l’idea della fecondità, tra l'ironico e l'edonistico, tanto per fare un esempio) e dalla serie vasta dei richiami culturali che l'artista, mette in moto: la preziosità del drappeggio nella donna "classica", certe volumetrie e velature nella donna che richiama un idolo orientale, la corposità delle suggestioni manieristiche o botticelliane. [...]

Vittorio Lusvardi

 

[...] Poesia che è amore, delicato e incandescente, quasi una filosofia dell'esistenza, rappresentata da quelle esili farfalle, non impazzite per il sole, per i profumi della terra, per i colori dell'estate, ma farfalle quiete, tranquille nel loro bruciato spazio di vita, adagiate quasi sempre su un corpo di donna, generatrice di vita in un simbolico desiderio di afferrarla e non lasciarla mai sfuggire.

Farfalla che è anche frivolezza, indecisione, dubbio, tenerezza, esilità come lo è l'animo femminile, farfalle che recano sulle loro ali la storia del mondo come lo è per Viviani, che ci racconta la sua storia o le sue storie in fantastiche ondulazioni, in tenui vibrazioni, trasformando spesso le sue tele in accordi musicali, dove l'atmosfera è densa di suoni, sfumati e ritmati sul pentagramma dei colori. [...]

Sergio Tinaglia

 

[...] Talvolta però certe farfalle cosi maliziosamente ferme su parti delicate del corpo di donna, ancor di più sottolineano, illuminandolo, l’attimo breve di una sensualità che è anelito, panico, volontà o desiderio di piacere dell'Io di fondersi con la natura circostante, divenendo un tutt'uno inscindibile. [...]

Gaetano Romano

 

[...] S'intende allora come gli arbusti e i fiori, le farfalle e i nudi ricorrenti nelle tele di Viviani siano in realtà pretesti di colore affiorati appunto come le cime degli "icebergs" al cielo della consapevolezza. Un cielo, d'altra parte, che talvolta si fa buio e incombente - anche in queste tele - come il mondo ignoto dal quale emergono gli stessi motivi cromatici. I quali, così, restano la sola rivelazione luminosa tra l'ancestrale passato che li ha originati e lo sconosciuto futuro cui si protendono. Restano le parole della poesia di Roberto Viviani - la sua verità tra due misteri. [...]

Mario N. Ferrara

 

[...] Egli ricrea così fiori, farfalle, gemme e foglie che rivivono "in uno spazio aperto alla purezza e allo incanto di un sogno al quale partecipano anche creature umane non descritte ma rappresentate soltanto da sensualismo e dolci curve, da rotondità turgidamente delicate che si fondono, nella sapiente sinfonia coloristica a volte accesa di fuochi estivi dai bagliori inebrianti, diventando colline che vorresti accarezzare per avvertirne il palpito. [...]

Giovanni M. Farroni

 

[...] Il nudo femminile di Roberto Viviani è diverso, insolito, fasciato da un profondo senso del rispetto e dell'amore e prende, sovente le mosse dalla partecipazione voluttuosa della vita, dalla creatività dell'essere umano, dalla felicità di appartenere ad un mondo che, nonostante tutto, si ama. Viviani affronta, con le sue donne, il senso dell'esistenza umana attraverso le misteriose e suggestive espressioni del suo personalissimo surrealismo e, accompagnato da tutte le sue creature artistiche, egli percorre il lento, ma inesorabile, sentiero che conduce, per chi lo sa seguire, verso i confini dell'umanità. Gli sguardi assenti e presenti delle sue donne varcano forse le soglie del futuro? Ci permettono forse di gettare uno sguardo sulla scene, per ora sconosciute, dell'ultima spiaggia? [...]

Sergio Tinaglia

 

[...] Tema dominante del suo dipinto sono le donne, intese come delicata umanità; desiderio poetico di fermare immagini legate ora alla realtà ora alla più sfrenata fantasia. Sono illusioni di antiche fantasie o di storie di tutti i giorni. [...]

Claudia Ferraresi

[...] Le donne del pittore napoletano compongono un affresco dal contenuto emblematico e polivalente come d'altra parte lo è la figura femminile, specie se spogliata dagli indumenti. Queste donne nude (alcune sono dei frammenti di corpi) non ci paiono lascive, e neanche, tuttavia, innocenti. Per noi sono alquanto asettiche e contengono implicazioni surreali. D'altra parte un giudizio non può altro che essere soggetto. [...]

Michele Berra

[...] Diverse componenti, di natura culturale, sociale e psicologica, si riscontrano nelle pitture di Roberto Viviani, il quale "recupera" aspetti del nudo femminile delle antiche civiltà, di quella greca, di quella indù, per esempio, con le annesse considerazioni storiche riferite ad epoche in cui il nudo, la donna, l'amore fisico, premessa quest'ultimo per un tipo di sublimazione spirituale, non costituivano, come spesso si riscontra oggi, un argomento carico di tabù, di inibizioni e di ipocrisie. [...]

Mario De Marco

[...] Per quanto siano meno esangui e più copiose, anche le fanciulle dipinte da Viviani cercano di non discostarsi dalla bellezza che - come scriveva Redon - "non genera mai l’impudicizia". E tuttavia riguardandole, così come spiccano a contrasto con quei fondi neri dei quadri più recenti, si vede che si sono ormai liberate degli aloni irradiati dalle putibonde l'andore redoniane, e svelano senza impaccio, e senza pudibonderia, avvenenze assai diverse da quelle misteriose e talora quasi eteree, che vivono sulle tele della pittura simbolista [...]

Gian Luigi Verzellesi