ITINERARI CRITICI

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[...] La pittura di Roberto Viviani sembra dunque vivere in perfetto equilibrio (un equilibrio vietato, impossibile se non ai miracoli ed alla grazia della poesia) fra la gioia altissima dell'espressione di sé al di fuori da ogni schematismo e la frustrazione profonda della sofferta consapevolezza, del "patimento" in proprio, di una crisi, qual è quella del mondo d'oggi, fra le più squallide e atroci di tutta la storia dell’umanità. [...]

Luciano Budigna

 

[...] Artista di squisita eleganza, consumato nella conoscenza e nello sfruttamento degli effetti di luce e di quelli degli accostamenti tonali, Roberto Viviani si rivede volentieri, come dicemmo. Perché ha la virtù di toccare con prontezza la nostra non epidermica emotività. E farci anche pensare. [...]

Mario Rizzoli

 

[...] Si, perché nelle opere di Viviani possiamo riconoscerci tutti, possiamo rivivere le nostre angosce e le nostre paure segrete, possiamo riscoprire i terrori segreti del nostro io dominato, quasi affranto dal male del mondo, dal dramma dell'umanità contemporanea, ma possiamo anche rivedere (ed è questa una riscoperta affatto casuale) la nostra gioia di vivere, quella misteriosa forza dinamica che è perennemente in noi, la gioia di vivere che ci aiuta a reagire, anche quando tutto sembra travolgerci. Da questo accostamento nasce quindi l'arte di Viviani, la cui lezione si dipana quasi naturalmente in una sorta di magia descrittiva. [...]

Giuseppe Iori

 

  [...] Così interpretata - interpretata, dico, mediante un sapiente linguaggio che sempre s'affida a un colore discreto, intonato sulle corde evocative, e ad interventi segnici che hanno la funzione di rafforzare accordi spaziali o di esaltare peculiari tensioni nell'ordito - la natura torna ad assumere quel ruolo di madre consolatoria e fida, pronta ad accogliere l'uomo nel suo grembo, che svolse in ogni tempo sulla direttrice d'un definito filone iconografico. Solo che Viviani, con sensibilità tutta moderna, la sottrae ad ogni peana "eroico" per ricondurla a dimensione esistenziale e indagarla con l'inquieta problematicità che è propria dell'ottica interiore. Ma l'immagine che consegue, ripeto, si risolve, in canto - un canto screziato di malinconie sottili, di venature autunnali. In verità due versi di Cardarelli potrebbero venire assunti a sua insegna : "Amo la stanca stagione - che ha già vendemmiato"

Per Roberto Viviani, però, l'autunno dell'animo conserva i semi della rinascita. [...]

Carlo Munari

 

[...] Viviani esamina a lungo i "suoi" fiori e ne scopre sempre di meravigliosi e di nuovi. Gli riconosciamo una squisita sensibilità interiore accompagnata ad un estro pittorico originale, nell'armonia della sua tavolozza che pure racchiude l'esperienza di un’attività già ricca di grandi soddisfazioni in campo artistico nazionale. [...]

Lino Lazzari

 

[...] C'è lo stupore sacro che pervade gli incontri appena sbocciati, il respiro nella luce, la gioia di risvegliarsi dopo l'emozione della notte. Sulle tracce della vita, l’onirismo vegetale di Viviani trepida sulle ali di coleotteri che trasferiscono il polline ai fiori dai quali strappano il nutrimento, e si coglie il vago messaggio della natura nelle ombre, nelle luci, nella vegetazione lussureggiante, nell'estate violenta che arde i suoi capricci e, come tutte le cose, attende il colloquio notturno. Il silenzio. La meditazione. [...]

Angelo Calabrese

 

[...] Viviani si vale di alcuni elementi naturalistici costanti, fiori e farfalle, velati nudi di donna, e li compone nel quadro con ricercata eleganza e studiati accordi di colore. Una pittura non realistica, ma piena di significanti allegorici del mondo della natura e della vita degli uomini. Allusioni garbate al sesso ed al mistero della vita implicano pensieri di dolcezza e d'amore e di malinconia. [...]

Gina De Carli

 

[...] I suoi fiori, le sue farfalle, le stesse forme femminili su cui poggiano i suoi fantasiosi trofei vegetali sono un tutto inscindibile, come un humus da cui germinano spontaneamente margherite, girasoli, gigli e gli stessi lepidotteri dalle grandi ali. Colori di pura invenzione, puliti, delicati, tenui anatomie in morbido rilievo, un senso quasi pagano della natura, ma attenuato da un senso di pudore che è proprio di chi possiede in misura elevatissima sensibilità e cultura. [...]

Carlo Galasso

 

[...] Il tronco del corpo femminile è così preso nella sua essenza primordiale e santa; come santo appare l'abbinamento agli altri elementi della natura, ricchi di colore. La poesia della vita è così esaltata in un continuo accenno di fusione di elementi tutta purezza. [...]

Cesare Guglielmo

  [...] Infatti la figura umana è rappresentata senza arti (quindi senza movimenti) e senza testa (quindi senza pensiero) per rappresentare la sordità e l'immobilità dell'uomo (meglio della donna che è anche genitrice e alimentatrice) nei riguardi di un mondo naturale che va perdendo molti dei suoi addentellati vitali. E gli sterpi, i fiori, le farfalle di Viviani, non potendo trovare linfa sufficiente alla propria esistenza nella madre natura, si attaccano al corpo umano per chiedere inutilmente aiuto e comprensione ad una umanità che resta impietosamente muta. E qui nasce il dilemma tra umanità e natura, nel sentire cioè quel senso disperato di interiore esigenza spirituale e di nostalgia per una sana comunione con il mondo naturale, pur nella sua asprezza e nella sua disadorna drammaticità. [...]

Giuseppe De Paolo

[...] Davanti alla pittura di questo artista singolare, il riferimento al profumo, è sempre venuto naturale, spontaneo e quindi pertinente, ma ci sembra che una sensazione olfattiva acuta e piacevole, ce la offrano ancor più dolce e viva, queste figure femminili che escono dalla cornice come apparizioni e che, anche senza riferimenti col titolo, richiamano Afrodite che sorge dal bagno trascinando una ondata di effluvi profumati che si espangono e richiamano, coi loro simboli essenze fragranti delicate.

E' la donna emblematica, spirito della giovinezza avvolta nel suo candore, quella di Viviani: regina di un tempo in parte scomparso che ognuno di noi riesce tuttavia a ritrovare qualche volta anche in se stesso e specialmente quando sente come sia vano rincorrere i benefici materiali poiché essi finiscono per annullarsi, quanto più si moltiplicano. [...]

Dino Villani