Gli immaginifici universi pittorici di Roberto Viviani

di Aurelio De Rose, (da "Il Brigante" - maggio 2011)

 

Dal 23 marzo e fino al 2 aprile, presso le splendide sale della settecentesca e monumentale villa Vannucchi, in San Giorgio a Cremano (Napoli), è stata presentata la personale di Roberto Viviani. Le opere in mostra, rappresentative del periodo 1989-2010, hanno avuto come soggetto, quegli elementi di narrazione che da sempre caratterizzano il percorso artistico dell’artista napoletano, ovvero: quelli della figura femminile intercalata dall’euforia del mondo vegetale ed animale.

Di Roberto Viviani ho avuto modo in altre occasioni di scriverne, mettendo in rilievo quelli che sono i suoi tratti distintivi. Quelli, nell’ambito di una pittura figurativa surreale, che ha manifestato nelle sue opere, traversando un persorso che è ultracinquantennale. Opere che si sono sempre distinte ed in particolar modo, sia per la formalistica identificazione dei contesti specifici di una natura immaginifica, espressa sempre in modo da apparire dinamica, attiva e gradevolmente accattivante negli elementi di vitalità che offrono; sia per il mondo floreale dei “fiori”,e delle “piante”, così come quelli della “fauna” che si evince dalle particolari “farfalle”. Tutto ciò, è poi coronamento, a quegli elementi vitali che offrono i delineati insiemi dei corpi e dei volti femminili, a volte orientaleggianti e mostrati in una costante di sensualità che emergono nei particolari e delicati volumi cromatici, in modo tale da apparire, nei “portamenti”, gradevolmente seducenti.

E’ il caso di ricordare che il percorso di Roberto Viviani, nasce dalla frequentazione dell’Accademia e dagli apprendimenti (oggi nulli) da parte di artisti che davano lustro a quella istituzione. Ne basti la citazione dei maestri Emilio Notte, Giovanni Brancaccio, Emilio Greco, e di coloro che in quegli anni come Colucci, Spinosa, Biasi, Perez, Palombo e mi si lasci dire De Rose e tanti altri, ne seguivano i percorsi. Quindi, basilari e fondamentali son stati anche per Lui quegli anni e, da quelli in poi, man mano, ha sempre più personalizzato e caratterizzato quanto ha rappresentato il suo “mestiere narrativo”. Appunto! Questo perché nel dedicarsi costantemente e costruttivamente sia alla descrizione pittorica che a quella, anche se in tono minore scultorea che si è potuta verificare in questa di villa Vannucchi, indubbiamente ha sempre più delineato e modellato quello che per antica tradizione è da considerarsi un “mestiere”. Attività che va affrontata nella maturata consapevolezza di offrire un meditato e personale mondo ai propri simili. A quelli che ne potranno intuire le tematiche ed apprezzare quindi, sia la sensibilità che la gradevolezza espressiva. In merito, sintomatica rappresenta una estrinsecazione che lo stesso Viviani precisa, ovvero quella che “[…] Mi anima e mi sorregge la convinzione che tutte le opere di aristocratica e rara bellezza finiscono per esprimere qualche cosa che è comune a tutti gli uomini: una meditazione immaginosa e umana sui temi perenni della cita e della morte, dell’essere e del pensare, che sono temi universali ed eterni e perciò temi dell’arte.”

Particolare è quindi la “carriera” che Viviani persegue sin dai primordi. Quelli che lo hanno visto partecipare anche, per un lungo sodalizio con i vecchi compagni d’Accademia Vastarelli e Villapiano, nel costituito gruppo “Tre V”, a tantissime mostre che partono dai lontani anni 70, in quella indimenticata fucina che rappresentava la “Tresana”. Un’arte di “sentimenti” e di “sensazioni” descritte con la certosina consapevolezza di offrire emozioni è quella di Viviani. Espressioni identificative di un “surreale immaginifico”. Quelle di un proprio mondo vissuto intimamente che si vorrebbe partecipat e rigenerato, con una supremazia della vita sulla morte, particolarmente in quella catastrofica ora che vive gran parte dell’umanità. Quella umanità che possiede ancora in se, sia l’amore che la cura, per una sopravvivenza, appunto, della “vita” che le opere del Nostro hanno sempre messo in risalto e denunciato come elementi basilari della umana antropica comunità. Per quanti volessero apprendere di più sulle opere di Viviani si rimanda al sito: www.vivianiroberto.com

Mostra personale di Roberto Viviani. Villa Vannucchi, S.Giorgio a Cremano

Comunicato stampa

Mercoledi 23 marzo alle ore 17.00 verrà inaugurata, presso Villa Vannucchi, a San Giorgio a Cremano (Napoli) una personale di Roberto Viviani.

Il pittore esporrà opere rappresentative del periodo 1989 - 2010 che hanno per soggetto la figura femminile e frammenti scultorei, inseriti in perfetta armonia nel mondo vegetale. L'esposizione sarà visitabile fino al 2 aprile.

 

 

 

Le foto dell'inaugurazione

 

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