Il Centro Studio d'Arte Tresana.

A Napoli, nel quartiere Barra, dal 21 settembre 1971 al 1996 ha operato il Centro Studio d'Arte "Tresana", sorto con il preciso impegno di portare l'arte anche verso coloro i quali, lontani dai "quartieri bene", non avevano occasione di visitare gallerie dal nome altisonante e di riconosciuto prestigio.

Roberto Viviani e Vittorio Vastarelli, tra lo scetticismo e la derisione di molti e il consenso e il plauso di pochi, senza ottenere sussidi, prebende, elargizioni dagli enti che dovrebbero avere a cuore l'elevazione culturale anche della periferia negletta, diedero vita alla "Tresana", organizzazione basata sul volontariato e l'abnegazione dei soci fondatori e di quelli che si sono succeduti negli anni, riuscendo, per 25 anni, laddove i pubblici poteri hanno brillato per  assenza.

Nel corso di questo lungo arco di tempo il centro d'arte del Corso IV Novembre di Barra ha ospitato mostre ed esposizioni di artisti italiani e stranieri.

Presentare le opere di Baj, Braque, Bradley, Brancaccio, Brindisi, Burri, Caffè, Campigli, Cantatore, Chagall, Conti, Dalì, De Chirico, De Pisis, De Stefano, Fiume, Fontana, Fulchignoni, Guttuso, Maccari, Messina, Mihailovithch, Mirò, Nespolo, Notte, Saetti, Sassu, Schifano, Sironi, Picasso, Pirandello, Tamburi, Treccani, Valenzi, Zancanaro, tanto per citare alcuni tra i più famosi, non è stata facile impresa. Ma la testardaggine degli organizzatori ha avuto la meglio sugli oppositori e gli scettici.

Al Centro d'Arte "Tresana" non si è prediletto questa o quella "scuola", "corrente" o indirizzo artistico. Tutte le opere sono state accettate ed esposte, senza alcuna preferenza o discriminazione, quale prodotto di un elevazione spirituale dovuta alla genuina estrinsecazione del libero pensiero. Gli espositori non hanno mai dovuto sottoporsi a nessun esborso di quattrini, sotto qualsiasi voce, essendo a carico del Centro tutte le spese di impianto, comprese quelle postali, di inviti e pubblicità.

Una fresca oasi culturale negli anni più difficili per la nostra Città per di più in un contesto sociale negativo che avrebbe fatto desistere le menti dei più tenaci, tenuta in piedi grazie ai sacrifici dei soci del Centro "Tresana", sempre completamente autofinanziato.

Crediamo che una storia così importante non possa restare nel buio, per questo motivo nei prossimi tempi renderemo pubblico l'archivio completo della "Tresana".