Tre amici, un solo amore per l'arte.

Di Rosario Ruggiero (dal quotidiano "ROMA" venerdì 11 giugno 2010)

 

V-3, dalla lettera iniziale dei loro cognomi, è la denominazione del gruppo formato da tre artisti napoletani dall'attività individuale cinquantennale, ma più volte riunita in occasione di mostre pubbliche.


Dal 4 giugno scorso sono in esposizione loro opere al Castel dell'OVo, dove resteranno fino la 25 giugno prossimo, visibili tutti i giorni dalle 10 alle 18, la domenica fino alle 14.
Oltre cinquanta lavori evidentemente diversi per tecnica stile e tematiche, dalle figure di uomini ed alberi che tanto suggeriscono lotta, eroismo e sforzo epico di Vittorio Vastarelli, anno di nascita 1929, oltre duecentocinquanta mostre all'attivo, premi, le attenzioni di un gran numero di critici d'arte, la copiosa presenza in enciclopedie, annuari, publlicazioni d'arte, periodici specializzati, ed il prestigio di proprie opere in musei e collezioni pubbliche e private, nazionali e straniere, per passare alle suggestioni astratte, dal cromatismo sanguigno, delle tele variamente lavorate con tecniche miste e materiali sovrapposti di Giovanni
Villapiano, settantasei anni, studi presso il liceo artistico e l'accademia di Belle Arti della sua città sotto la guida di maestri come Barisani, De Stefano, Godi, Tatafiore e Venditti, attività didattica, esposizioni, opere in collezioni private ed autorevoli recensioni, fino all'affascinante stile decorativo, floreale ed esotico, di Roberto Viviani, nato nel 1932, studi con Notte, Brancaccio e Ciarrocchi, esposizioni per tutta Italia e all'estero, opere distribuite per il mondo, in musei e raccolte pubbliche e private, ed un alacre impegno artistico con la fondazione ed adesione ad associazioni nonchè proposte di mostre altrui.

        
Un amicizia, quella dei tre, lunga ben mezzo secolo, ma quali sono i motivi umani ed artistici che hanno portato alla formazione di V-3? "La paradossale differenza di stile così unita a felice affiatamento umano -spiega Vastarelli- si che le nostre mostre diventano allegoria della vita, ossia la visione che tutti gli uomini hanno dello stesso mondo, pur diversa in virtù dei differenti punti di osservazione".
"La nostra amicizia -aggiunge Viviani- è antica. Risale agli anni studenteschi ed ai primi passi nel mondo del lavoro. L'arte ci ha dato l'opportunità di incontrarci, ed è sempre l'arte che continua a darci opportunità di comprenderci profondamente attraverso la libera espressione delle nostre differenze".
"Un unione, la nostra, -conclude Villapiano- che riteniamo sicuramente un esempio bello in un contesto, come quello artistico, non certo privo di deleteri dissapori, assurde rivalità e tanto sterile suscettibilità artistica".