Nudi metafisici e/o surreali di Viviani

di ENZO LE PERA, dal giornale “Nuova comunità”- Cosenza, Dicembre 1980

    

La mostra in corso alla Galleria d’arte il “Triangolo” di Cosenza, è dedicata a un importante pittore napoletano, Roberto Viviani, che presenta una serie di quadri recenti, tutti ispirati a nudi femminili, dipinti a volte in atteggiamento casto, a volte in atteggiamento sensuale, altre volte ancora con accenti metafisici e surreali.

Viviani è pittore che conosce l’anatomia e la figura; è buon pittore ed eccellente colorista. E queste doti, anche in tempi in cui il mestiere sembra essere relegato a fatto formale e secondario, hanno sempre notevole importanza per chi ancora crede nella pittura e intende operare da professionista.

Giorgio De Chirico amava ripetere che per iniziare questo duro, ma splendido “mestiere” bisogna cominciare disegnando un occhio e una mano, avendo come strumenti di lavoro una matita Faber, una gomma e un cartoncino: chi supera brillantemente la prova è appena al gradino iniziale per intraprendere l’avventura.

Viviani da tempo ha superato la prova e da tempo ha compiuto il suo apprendistato, da quando cioè si è diplomato a Napoli all’Accademia di Belle Arti, iniziando poi la sua attività nel '54, interessandosi sempre di pittura, incisione, scenografia.

Il suo fare artistico si divide in due periodi, l’ultimo dei quali - una rivisitazione in chiave metafisica e surreale dell’interno femminino - è ospitato in galleria.

Sono quadri vellutati, dipinti con colori caldi, contrastati nei toni; sono opere che esprimono una profonda gioia di vivere, che cantano inni al creato e alla natura: alla donna, vista nella sua essenza più vera e più viva. Non a caso il pittore accompagna sempre accanto al nudo femminile un fiore e una farfalla, tema nel tema, poesia nella poesia.

 

I nudi di Roberto Viviani

di TONINO CITRIGNO, dal giornale “Nuova comunità”  Cosenza, Dicembre 1980.

    

Il pittore napoletano Roberto Viviani è un amante della natura sia nella sua dimensione vegetale e paesistica sia in quella umana, e, per quanto riguarda quest’ultima, quella femminile.

Il nudo femminile diventa particolare oggetto della Sua osservazione e della Sua attenzione, sia in chiave psicologica che anatomica.

Verrebbe da chiedersi perché proprio la donna attrae il Suo sguardo.

Noi crediamo che forse la natura della donna si presenta più complessa, meno lineare, più varia e quindi si offre più interessante all’occhio dell’osservatore e dello psicologo. Lo studio anatomico della figura femminile infatti non esclude, anzi accompagna quello dell’animo, sicché ne viene fuori un nudo esprimente il personaggio anche dall’interno, un nudo in un nudo in chiave metafisica.

Per concludere diciamo che quel nudo, “trattato anche dall’interno” è una figura completa, è natura intesa come microcosmo. Quindi ci troviamo di fronte ad un pittore che, al di là delle qualità coloristiche e di disegnatore, ha un messaggio da proporre, una concezione della natura da sottoporre agli altri.

Si tratta perciò di una pittura che va oltre le dimensioni dell'arte edonistica e si fa pensosa della realtà e dell'uomo, filosofica, appunto metafisica.

Questo è quello che abbiamo potuto vedere nella recente personale tenuta dall’artista presso la Galleria d’Arte “Il Triangolo” della nostra città.

 

 

 

 

 

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