Viviani alla galleria "La torre" 

Di GIUSEPPE MARTUCCI dalla rivista “Artecultura”, 1978.

 

Simboli naturali che con arguta dolcezza poetica dispiegano la tonalità del sapore di vita oggi dispersa dall’insipienza aggressiva dell’opulenza.

Una pittura rincuorante, che rigenera luce che risveglia lo spirito ed educa la mente al pregio artistico del Viviani che a noi giunge atmosfera parlante del libero linguaggio umano che crea per aprirsi alla bellezza ed in alternativa agli attriti che reprimono l’inventiva dell’animata coscienza liberatoria. Anche se la tecnica, raffinata, non è un fattore secondario nella contemporaneità della pittura di Viviani: si sa che la maestria operativa è gioiosa, ma più felice ancora è la spinta del significato con cui il maestro ci parla di Arte…

 

Roberto Viviani

di Arcangelo Izzo, 1970

 

Roberto Viviani ha una personalità ricca di implicazioni intime, che non si lasciano interpretare da chi l'incontra per la prima volta. Sembra un uomo freddo, preparato, intelligente, ordinato, metodico, ma col passare del tempo scorgi in lui un calore di umanità, una dimensione spirituale insospettata, una fantasia fervida, una ricchezza di idee che, sollecitate dalla realtà, si manifestano, già nelle parole, con quella forma immaginata, cui si rassomigliano le cose che cadono sotto la vista. Così scopri che in lui non ci sono atteggiamenti voluti, affettazioni o deformazioni di concetti mutuati da altri. Ordine, sentimento, fantasia sono aspetti contemporanei di ogni idea, sono in Lui esistenziali, rivelano, cioè, la dinamica interna della sua vita, le leggi interiori senza le quali non sarebbe Lui ma un altro. Quindi il nitore dei colori, il dominio della forma, l’equilibrio dei toni freddi e dei toni caldi, l'intimismo, il cromatismo non sono che gli aspetti più evidenti e tangibili della profonda spiritualità e della fine sensibilità del Viviani. Egli ti parla di umanesimo e tu senti che l'arte per lui non obbedisce ad altra legge che a quella eterna della verifica umana degli ideali eterni di Ordine e di Bellezza. Il suo discorso è semplice, lineare, senza sforzo intellettualistico, come la sua pennellata che sa nascondere le vibrazioni del cuore ma è sempre attenta e tesa alla ricerca di un linguaggio pittorico meditato e controllato, di impasti e ritmi valevoli a creare un nuovo mondo poetico ad evocare sensazioni intense, a far apparire diverse le cose di sempre.

Il più delle volte le sue tele riproducono cose della vita quotidiana (un vaso, una brocca, un bicchiere) sottratte alla contingenza del loro significato reale e ricondotte, attraverso il ritmo dei colori e la forma dell'idea che le ha trasfigurate, nel mondo eslege dell'arte, ove la realtà è espressione dello spirito. Altre volte l'equilibrio interiore, l'armonia raggiunta dopo lunga macerazione interna, dopo la travagliosa ricerca di dare alla realtà una dimensione ideale, si esprime attraverso i fiori. Esplosione di luce e di ritmo, essi appaiono lontani o vicini, sogno e realtà, grazie all'accostamento dei colori, nei quali ti pare di leggere che la felicità (resa attraverso i colori caldi) si stemperi sempre nella realtà (la cui tristezza e malinconia è resa dal bleu dello sfondo).

In una delle opere di Viviani, "Immagini oggettive", "le cose" sembrano più raccolte, più unite, ma il vincolo è più ideale che reale; esso è nei colori, nel procedimento che distingue e unisce gli oggetti e le immagini, nel rapporto non più comparativo ma oggettivo esistente tra la realtà e il pittore, che sembra voglia circoscrivere il nucleo della sua ispirazione, ma in realtà conchiude un processo interiore, che ha risolto spontaneamente il suo ciclo evolutivo.

Il suo cromatismo, perciò, non è aspetto di arte raffinata e di esasperazione espressiva, ma rivela solo il rapporto che si può, se mai, istituire tra la pittura e la musica. Il merito di questo pittore è soprattutto quello di essere stato, come affermato all'inizio, sempre coerente con se stesso, di non aver subito sbandamenti e "disintegrazioni", di essere rimasto impegnato e ancorato ad una forma d'arte sempre valida.

Nel suo studio, dinanzi ai propri quadri, Roberto Viviani potrà dire a se stesso ciò che ripeteva ai critici un grande pittore americano: "Il coraggio di essere fedeli a se stessi comporta certi sacrifici: le mode fanno un tale baccano che uno deve avere una grande pazienza, se vuole sviluppare con coerenza i propri temi più intimi".


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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