L' onirismo vegetale di Roberto Viviani

di ANGELO CALABRESE (dalla rivista “Documenti oggi”- Napoli, Gennaio 1976)

 

La poetica di Viviani individualizza nella forza vegetale ipotesi e sogni lungo le stesse radici illusorie, medesime eppure sempre diverse, dei sogni e dei fenomeni umani.

Del resto nella terra affondano, e li accomuna il mistero, e la poesia ha sovente visto volare le creature, come le foglie con cui si adira il vento. Ma Viviani non annota, nella malinconia di un fiorante, il loro e il fiordaliso, la rosa ed il garofano che, colti e caduchi languono nel loro splendore devitalizzato dagli umori perduti. Né medita sull’informe disgregazione della bellezza, col monito dei maestri delle nature morte che si compiacciono delle loro implicazioni etico-religiose. L’artista, per bene intendere le cose, usa un linguaggio originario in quanto naturale e perciò verificabile nella realtà di tutte le latitudini e nel mondo vegetale evocato dalla fantasia, ma fissato nella dimensione delle ore che tornano ed alterano buio e luce, gelo e calore. Opere e giorni, per tralci fioriti e farfalle: sono gli stessi travagli degli uomini con i loro sogni e le loro illusioni, le loro visioni colorate a primavera. C’è lo stupore sacro che pervade gli incontri appena sbocciati, il respiro nella luce, la gioia di risvegliarsi dopo l’emozione della notte. Sulle tracce della vita, l’onirismo vegetale di Viviani trepida sulle ali di coleotteri che trasferiscono il polline ai fiori dai quali strappano il nutrimento, e si coglie il vago messaggio della natura nelle ombre, nelle luci, nella vegetazione lussureggiante, nell’estate violenta che arde i suoi capricci e, come tutte le cose, attende il colloquio notturno. Il silenzio. La meditazione.

 

Roberto Viviani alla Galleria "Del Ponte" di Vicenza

di PIERO FRANCESCHETTI (dalla rivista “La Vernice”- Venezia, 01/02/1976)


La pittura del napoletano Roberto Viviani è lirica e contemplativa, recante il fascino di un mondo silente e lussureggiante, in segrete profondità trascoloranti di sensuose penombre, al limite del mito e del sogno.

Dentro diafani aloni di albori cosmici, su dorsi collinosi migrano lente e si adagiano sembianze di fiori, arbusti, insetti, ali e foglie, che formano un lieve motivo grafico serpeggiante, immerso in una atmosfera tra marina e lunare, fatta di stesure trasparenti, che variano in ricche gamme di azzurri, verdi e viola su toni bassi, che raggiungono accenti di virtuosismo pittorico.

 

 

 

 

 

 

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