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Roberto Viviani con il maestro G. Brancaccio

Roberto Viviani con il maestro B. Palazzi

Roberto Viviani con i critici Girace, Mazzella ed il pittore Vittorio Vastarelli

  

  

 

 

Roberto Viviani all'"Approdo"
di Piero Girace (dal quotidiano "Roma" 17 dicembre 1969)

 

Una sera dello scorso inverno, mi pare, accompagnato (e premurato) dal pittore Rosario Mazzella capitai nello studio di Roberto Viviani, a Barra, dove egli tuttora risiede; un artista giovane, che conoscevo di nome, del quale avevo visto alcuni dipinti alla galleria "Il Semaforo" di Firenze. Faceva freddo ed io avevo fretta di tornare a Napoli. Il pittore, il cui volto, chiaro, squadrato ricorda quello di certi antichi personaggi della cultura ercolanese, mi mostrava i quadri e mi metteva a parte dei suoi sogni e dei suoi progetti con una parlata lenta e sommessa.
Dei suoi dipinti, in maggioranza nature morte, quello che mi impressionò molto fu il colore, un colore fresco, ardito, vivace, fuso magistralmente in amalgame di forme e di volumi, ove si avverte la sensualità gioiosa di un Renoir, ed anche la esuberanza e la purezza materica dei "fauves".
Oggi visitando questa sua mostra personale allestita alla galleria "L'Approdo" di Barra, e passando in rassegna i suoi diciotto dipinti, ritrovo le stesse qualità coloristiche ed ancora una maggiore vigoria degli impasti ("Immagine oggettiva", Sintesi di un ricordo", "Sinfonia", "Impressione", "Struttura", "Ortensie") ed il gusto delle sintesi di colore e di forme, in sapienti fusioni di tonalità di timbro alto, ove scattano i rossi accesi o gravi negli accordi del viola e dei verdi cupi.
Il motivo prediletto da Roberto Viviani sono i fiori. Ma egli a differenza di un Odilon Redon, simbolista che allude ai misteri imperscrutabili della natura, immette nei suoi "fiori" una carica di sensualità, e li rende carnosi, plastici, e di una gioiosa freschezza coloristica, così come usava fare Renoir con i suoi "nudi" immergendoli in atmosfere luminose.
Non starò a dilungare il mio discorso. Ma una cosa è certa: Roberto Viviani è un colorista non comune, il quale anche nei momenti di maggior impeto sensuale, sa controllarsi e riordinare, come in uno spartito musicale, le sue emozioni.
Un artista così dotato (e preparato) non può non incontrare il giudizio favorevole della critica e del pubblico.

Il pittore Viviani all'Approdo
di Alfredo Schettini (dal "Corriere di Napoli", domenica 14 dicembre 1969)

Al Centro d'Arte e di Cultura di Barra, mostra delle opere recenti di Roberto Viviani. Questo artista ha ormai raggiunto, felicemente la piena maturità artistica, riuscendo a "Riconciliare" il gusto delle tonalità chiare e la innata tendenza alla plasticità della forma.
Nei riguardi di questo nostro pittore la buona e giusta lode sgorga scevra da timori, dalla paura del critico obiettivo che sa di non doversene pentire in seguito. Certo persuadono a credere nell'opera sua, la larghezza dell'impianto dei suoi dipinti, un fare libero e cordiale, la visione essenziale della immagine pittorica

La pittura di Roberto Viviani
di Arcangelo Izzo (Critico) dal discorso tenuto alla Galleria “L'Approdo” - Napoli, 06/12/1969

Egregio Professore Sirri, Gentilissime Signore, gentili Signori,

Il Centro d'Arte moderna è sorto come espressione di un'esigenza culturale e sociale, per iniziativa di pochi, irriducibili assertori della necessità di operare un nuovo tentativo di dialogo con il pubblico, onde avvicinarlo ai problemi dell'arte in particolare e della cultura in generale.

Uno dei protagonisti di tale iniziativa è stato ed è Roberto Viviani.

Egli è nato e vive a Barra e - come tutti noi - ha meditato e medita sulla tristezza, sulla miseria, sulle pene esistenziali che rivelano non solo gli uomini ma anche le case del nostro paese. Molte volte abbiamo discusso di questi problemi, di queste esigenze insoddisfatte e, mentre noi siamo rimasti legati a un insanabile scetticismo di fondo, lui, Roberto Viviani, ha trovato nell'arte un correttivo alla sua vita, alla nostra vita. Perciò egli è un pittore essenzialmente napoletano, dalla sensibilità mediterranea, che ha acquistato però una spiccata personalità artistica. La sua attività pittorica e grafica rivela una sensibilità poetica, delicata, ma varia e molteplice, sostenuta da una cultura umanistica che gli consente di trasformare le piccole cose della vita quotidiana in simboli universali. Il cromatismo e l'intimismo del suo linguaggio artistico si esprimono nel lindore dei colori, nell'immediatezza delle immagini, aliene da ogni diaframma, immuni da inflessioni paradigmatiche e contemporaneamente sollecitate dall'urgenza di motivi reali e umani, nella cui verifica il Viviani ritrova se stesso e il suo mondo interiore. Le inflessioni di gusto e gli apporti individuali fanno di lui un artista veramente interessante in un movimento che si avvale di tante voci e di tante personalità comuni.

La Sua presenza, gentile professore, e quella di tante altre persone di cultura, sembra confortare ed avallare il giudizio positivo sull'artista e sul movimento creato dall'Approdo, per cui noi speriamo di trovare nuova linfa vitale da questo incontro onde condurre innanzi un discorso difficile, ma non alieno da soddisfazioni, non avaro di consensi.

A nome di Roberto Viviani e del Centro tutto, ringrazio Lei e tutti coloro che seguono con simpatia e con amore.

             

 

 

 

 

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